ITALIA: il Bel paese dalle mille contraddizioni

 

 

Il momento attuale che vede coinvolti noi tutti non è certo dei più semplici: il Covid-19 è una mazzata sotto tutti gli aspetti, un problema gravissimo, che va a sommarsi a tutte le difficoltà già esistenti a danno di lavoro, imprese, famiglie… insomma non ci voleva.

In questi giorni tanti cittadini sono costretti ad ore e ore di clausura forzata, ed è proprio in queste ore che si riflette, si ascolta la TV, si scruta Internet, e… ci si imbatte in notizie, notiziole, proclami, e tra tanti professionisti, medici, infermieri, personale sanitario che fanno il proprio dovere a rischio anche di contagi, e quindi della loro vita, c’è anche chi emette decreti restrittivi, anche minacciosi se vogliamo: basta andare a fare la spesa fuori comune che rischi la fedina penale, oltre che la multa, non puoi più neanche passeggiare nel tuo quartiere, insomma devi avere un valido motivo per muoverti, quindi spesa nel tuo comune, necessità strettamente lavorative, approvvigionamento farmaci, assistenza ad un familiare anziano e, cosa non meno importante: ANDARE DAL TABACCHINO. E qui casca l’asino, anzi casca qualcos’altro che lascio all’immaginazione di chi legge… 

Mi rifaccio ad un articolo comparso su “affaritaliani.it”, consultabile in Internet, in cui un lettore, rispecchiando in pieno il mio pensiero, ha appunto fatto notare l’assurdità di questa contraddizione. Le aziende devono chiudere, fare cassa integrazione, ridurre la presenza dei dipendenti nei luoghi di lavoro, però andare magari a giocare al lotto o comprare quegli insulti all’intelligenza umana chiamati “gratta e vinci” si può?!

Riflettiamo: ci sono ovunque distributori automatici di sigarette, quindi di sicuro non mancherebbero le sigarette ai fumatori; una bolletta in imminente scadenza può essere tranquillamente pagata nell’ufficio postale del proprio comune, rispettando la distanza attualmente imposta tra un utente e l’altro, e così per il bollo e simili. Ma per il resto: quali sono i beni di prima necessità così indispensabili per cui una tabaccheria non può chiudere neanche per un periodo limitato?! Tasse e contributi? Scadenze rinviate, quindi non è neanche quello il problema, e poi è l’osso duro comune ad ogni attività!

Ed è qui che il mio cervellino impertinente si infiamma e si chiede:

 

  • Gli interessi derivanti dall’abominevole industria del gioco sono così prioritari da non poter neanche essere messi da parte a causa di una pandemia?

 

  1. Se dichiaro ad una pattuglia che sto andando in tabaccheria a comprare sigarette e gratta e vinci mi sporco la fedina penale o magari mi si dice “Ok vada pure”?
  2. E infine: questo Covid-19 è così intelligente da colpire chi va a fare la spesa in un altro comune piuttosto che chi va a giocare al gratta e vinci nel comune di appartenenza, magari in un buco di 2 metri quadrati dove 2 o 3 clienti emanano particelle potenzialmente contagiose a distanza ravvicinata uno dall’altro?

Ma quanto ci vuole bene questo bel carrozzone chiamato Italia:

  1. Gioca senza esagerare però gioca, tanto se ti ammali sono problemi tuoi.
  2. Puoi vincere un milione di € o la casa dei tuoi sogni, ma tanto non li vincerai mai, tu intanto sogna, che i miliardi di € li facciamo noi alla faccia delle tue miserabili tasche.
  3. Hanno beccato un gratta & vinci da 5 milioni di € in quel paese, hanno centrato il 6 al superenalotto in quel comune, era un operaio, identità ignota… e chi lo ha detto? Un giornale compiacente col sistema?

Ci sono mostri che da anni si arricchiscono alle spalle della buona fede della gente, mostri che non si fermano neanche davanti a un virus così letale, mostri che un esame di coscienza non se lo faranno mai, perché una coscienza non ce l’hanno.

Siamo noi che dobbiamo svegliarci e dire NO! Eh già, proprio come diceva Vasco Rossi in un noto pezzo: “c’è chi dice NO!”. Io ho detto NO, ma i NO devono diventare tanti, migliaia, milioni, solo a quel punto questo sistema abietto crollerà, dipende da noi: giocatori, ex giocatori e non giocatori. Finchè questi mostri ingordi e avidi vedranno il piatto pieno continueranno ad abbuffarsi; proviamo a lasciarli morire di fame, magari chissà, si “umilieranno” veramente a far vincere ANCHE qualcuno di noi miserabili mortali. Turista per sempre? No, per ora mi accontento della verità, e se poi posso avere qualche chance perché no? Sarebbe solo un atto di onestà e nulla più.

Giovanni Sammartino

 

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